4L’impasto

Dietro la semplicità di due ingredienti come l’acqua e la semola, si cela la complessa arte dell’impasto. Sta tutto qui, nella ricerca di un perfetto equilibrio tra le materie prime. Nei primi tempi dell’attività del Pastificio Columbro, Iris era solita verificare la consistenza della pasta attraverso un semplicissimo gesto: un “pizzicotto” per staccare una parte di massa dall’impasto. In questa maniera si effettuava una prima analisi volta a valutare la tenacia e la consistenza della massa ottenuta ottenuta dal processo di pastificazione svolto completamente a mano.

Se questo primo test veniva superato, si procedeva alla valutazione della tenuta dopo la cottura: una stima dei tempi, il rispetto di questi e ci si predisponeva per l’assaggio. Se la pasta risultava ben cotta sia all’interno che all’esterno (e non comunemente “al dente”, ovvero plastificata fuori e cruda dentro), allora si poteva iniziare a credere che tutto il processo d’impasto aveva raggiunto la qualità minima per poter affermare che i prodotti Columbro “potevano esser mangiati anche dai suoi figli”. Ad oggi, i test qualitativi dati da “pizzicotti meccanici” e controlli empirici, sono ciclicamente svolti per migliorare di anno in anno l’elasticità e la tenuta della pasta. Per il Pastificio Columbro, trovare la totale armonia tra le semole e l’acqua, per poi abbinarle alle diverse specialità all’uovo o ad altri sapori locali, rimane uno dei segreti fondamentali per distinguere una pasta di alta qualità da una pasta commestibile.

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